Ognittanto mi accorgo che ogni cosa è tanto. Che basta una strada per un incontro, l’odore del pane nel forno per un regalo.
Ognittanto il mio corpo nudo non è solo per l’amore ma è il banchetto delle zanzare. E mentre sogno di volare, loro mi fanno male. E se non volo, cado lontano. Cado lento, scivolando in una milonga che mi trascina via da te. Ma ognittanto cambia il vento, rinfresca la pelle sudata e porta sonno. E ognittanto viene anche l’inverno con la nostalgia dell’odore del mare, dei piedi scalzi sulla terra, del tuo amore.
Ognittanto serve la fantasia per tirarsi fuori da un buco di dolore, l’ironia per colpire i mali del mondo. I suoni della mia terra per parlare con i paesi lontani. E poi ognittanto ho voglia di star zitto e di guardarti negli occhi, di sentire il calore che mi sale allo stomaco, senza frasi e senza parole. O di star solo a casa, ad ascoltare i pensieri che mi attraversano la testa.
Ma ognittanto le note della banda nelle vie calcinate di paese mi richiamano alla vita, agli amici, alle serate in compagnia a cantare e bere e ridere e mangiare e battere le mani.Ognittanto ho voglia di tornare indietro, di fare e disfare, di costruire e demolire, di mischiare i suoni e le parole per far vivere un’altra verità.
Ognittanto un disco si potrebbe pure chiamare così…
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